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Riporto con orgoglio e senso di appartenenza un articolo del Corriere della Sera ed un video del TG5 sulla Security Room di Poste Italiane, una struttura realizzata da miei colleghi in Poste per combattere i crimini informatici ed in particolare il Phising.

Grazie al livello di eccellenza raggiunto da Poste Italiane nella lotta ai crimini informatici la mia azienda, nell’ambito di un accordo sottoscritto dall’AD di Poste Massimo Sarmi, con Mark Sullivan, l’uomo che si occupa della sicurezza personale del Presidente degli Stati Uniti Barak Obama, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il Capo della Polizia Antonio Manganelli,  sarà base della prima task force europea (la prima al difuori degli Stati Uniti) per la lotta ala cyber crime.

La Security Room di Poste Italiane

La Security Room di Poste Italiane

Guarda il servizio del tg5 del 26 giugno 2009 sulla Security Room di Poste Italiane

Lotta al cyber-crime in Europa: la centrale sara’ in Poste Italiane
30 giu 2009
TORONTO: Oggi Mark Sullivan, l’uomo che si occupa della sicurezza personale del presidente degli Sati Uniti, Barack Obama, sarà a Roma. Il direttore della Us Secret Service, l’agenzia che dall’Ottocento si occupa delle frodi finanziarie, allora sui dollari falsi, oggi sempre più spesso sul web, è atteso al Viminale dal ministro Roberto Maroni per mettere la firma insieme all’amministratore delegato delle Poste Italiane, Massimo Sarmi, e al capo della Polizia di Stato, Antonio Manganelli, sull’intesa dalla quale nascerà la prima task force europea contro il cyber-crime al di fuori degli Stati Uniti. E la centrale operativa del nuovo polo della sicurezza informaticasarà proprio il gruppo postale italiano.

Il fenomeno dei furti di identità digitali, dati, informazioni e denaro sul web è ormai di tale portata da aver attirato, secondo gli esperti del settore, anche la criminalità organizzata. Su internet si “spacciano” dosi di informazioni come nel mondo fisico di vende la droga. Il business dietro è incontrollabile. E in questi ultimi anni le Poste Italiane, grazie a un manager come Sarmi che viene dalle telecomunicazioni, si sono ritagliate un ruolo di primo piano a livello mondiale sul cyber-crime, entrato nell’agenda di tutti i principali leader. “Il progetto – racconta Sarmi – è nato in seguito a un mio viaggio a Washington in febbraio. Dopo aver visto cosa faceva la Us Secret Servie che si occupa dei reati finanziari su tutto il territorio degli Stati Uniti li ho inviati a Roma per mostrargli il grado di eccellenza che abbiamo raggiunto grazie alle nostra peculiarità. Seguiamo 25 milioni di transazioni al giorno in tempo reale. Siamo gli unici al mondo che lo fanno potendo seguire sia i flussi logistici, sia il passaggio di informazioni riservate (come i documenti anagrafici), sia le transazioni finanziarie. Nemmeno le banche possono contare su un flusso così importante perchè le informazioni sulle nostre carte di credito sono residenti nelle nostre memorie mentre quelle delle carte bancarie risiedono nelle società come Visa e MasterCard”.

Già un mese fa la Us Secret Service aveva mosso il primo passo ammettendo le Poste, unico caso al di fuori degli Stati Uniti, a far parte della New York Electronic Task Force che ha competenza anche sul principale mercato azionario al mondo, Wall Street, visto che le grida degli agenti di cambio sono un lontano ricordo e che tutto avviene ormai sulle autostrade elettroniche. “Consideriamo la firma oggi un primo passo – spiega Sarmi – perchè quello a cui puntiamo è diventare un polo aggregante mondiale per questo tema che ci permette di condividere le informazioni non solo con soggetti politici ma anche accademici. Siamo già in contatto con la Mallow University, con un centro in Malaysia che si occupa dei crimini informatici, con il Canada”.

Corriere della Sera 30 giugno 2009

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