Archivio per la Categoria “Senza categoria”

Nel ringraziare la comunità open source italiana vi segnalo che

E’ on-line  il nuovo sito della Lavanderia industriale Alma Lav di Roma , raggiungibile dall’indirizzo http://www.almalav.it il sito è stato realizzato grazie al CMS open source Wordpress, adattando l’ottimo tema grafico Atahualpa

Sono la grande disponibilità ed attenzione ai bisogni del cliente che hanno fatto di Almalav una delle più grandi lavanderie industriali di Roma e provincia.

Nata nel 1979 come piccola azienda a conduzione familiare, oggi la lavanderia industriale Alma Lav è una realtà in grado di soddisfare un nutrito numero clienti grandi e piccoli in ogni zona di Roma raggiungendoli tutti sempre con la massima puntualità..

Qualità del servizio vuol dire anche garantire sempre la massima igiene e trattare ogni capo nella maniera più adeguata. Almalav gestisce tre reparti distinti che seguono diversi e separati processi produttivi senza venir mai in contatto tra loro:

  • Reparto alberghiero: i clienti vengono dotati di una scorta di biancheria pulita sufficiente almeno per tre cambi di modo di garantire una adeguata copertura in caso di imprevisti. Alma Lav garantisce la qualità della lavorazione per mezzo di un controllo capillare che inizia dalla fuoriuscita della biancheria lavata e continua attraverso le varie fasi di asciugatura , stiro e confezionamento Alama Lav effettua tramite personale specializzato, sopralluoghi e preventivi gratuiti.
  • Reparto ristorazione:Alma Lav mette a disposizione dei propri clienti di un ampia scelta di collezioni di tovagliato. Una volta che il cliente ne ha scelto uno Alma Lav ne acquista i quantitativi necessari e li fornisce in esclusiva al ristorante. La lavorazione della biancheria di ristorazione segue una linea di produzione autonoma e dedicata, dove viene lavorata differenziando per tipologia, cliente e tipo di sporco. Alma Lav garantisce la qualità della lavorazione per mezzo di un controllo capillare che inizia dalla fuoriuscita della biancheria lavata e continua attraverso le varie fasi di asciugatura stiro e confezionamento.
  • Reparto parrucchieri e centri estetici: Data la particolarità del materiale trattato, il reparto dedicato ai servizi di lavanderia per parrucchieri e centri estetici è fisicamente separato dalle altre lavorazioni.  Alma Lav dispone di un magazzino specificatamente dedicato agli asciugamani e teli per parrucchieri in colore bianco / nero di spugna e Kimono in tessuto. Alma Lav inoltre è in grado di fornire ai clienti tutta la gamma di materiale usa e getta di utilizzo quotidiano per tale attività: Mantelline per il taglio, Kimono, rotoli per lettini fisioterapia ecc ecc

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Dion Hinchcliffe ha pubblicato un interessante articolo chiamato 14 Reasons Why Enterprise 2.0 Projects Fail.
Purtroppo nulla di nuovo, come sempre emerge che il problema non è mai tecnologico ma sempre organizzativo e di governance del progetto. vale comunque la pena leggerlo, soprattutto se ci si appresta ad iniziare progetti di Enterprise 2.0.
Vi riporto i soli nomi dei 14 punti, per approfondire le singole voci fate riferimento all’articolo di Dion Hinchcliffe: 14 Reasons Why Enterprise 2.0 Projects Fail.

  1. It starts strong in a single department and then never makes it out.
  2. Selecting the tools first
  3. Selecting the wrong tools and sticking with them.
  4. There are no resources allocated to adoption and training
  5. It’s purely an IT initiative.
  6. The effort excludes IT.
  7. Engaging with HR, legal, branding, compliance, etc. too soon.
  8. Pushing Enterprise 2.0 as a generic toolbox instead of the solution to specific problems.
  9. Lack of effective executive champions.
  10. Lack of effective participants: Empty blogs, wikis, or silent social networks.
  11. No long term plan or budget for governance, community management, upgrades, or maintenance.
  12. Failure to draw in key influencers as adoption broadens.
  13. Building it all as a self-contained, top-down effort.
  14. Not waiting long enough to let critical mass build.

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Riporto con orgoglio e senso di appartenenza un articolo del Corriere della Sera ed un video del TG5 sulla Security Room di Poste Italiane, una struttura realizzata da miei colleghi in Poste per combattere i crimini informatici ed in particolare il Phising.

Grazie al livello di eccellenza raggiunto da Poste Italiane nella lotta ai crimini informatici la mia azienda, nell’ambito di un accordo sottoscritto dall’AD di Poste Massimo Sarmi, con Mark Sullivan, l’uomo che si occupa della sicurezza personale del Presidente degli Stati Uniti Barak Obama, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il Capo della Polizia Antonio Manganelli,  sarà base della prima task force europea (la prima al difuori degli Stati Uniti) per la lotta ala cyber crime.

La Security Room di Poste Italiane

La Security Room di Poste Italiane

Guarda il servizio del tg5 del 26 giugno 2009 sulla Security Room di Poste Italiane

Lotta al cyber-crime in Europa: la centrale sara’ in Poste Italiane
30 giu 2009
TORONTO: Oggi Mark Sullivan, l’uomo che si occupa della sicurezza personale del presidente degli Sati Uniti, Barack Obama, sarà a Roma. Il direttore della Us Secret Service, l’agenzia che dall’Ottocento si occupa delle frodi finanziarie, allora sui dollari falsi, oggi sempre più spesso sul web, è atteso al Viminale dal ministro Roberto Maroni per mettere la firma insieme all’amministratore delegato delle Poste Italiane, Massimo Sarmi, e al capo della Polizia di Stato, Antonio Manganelli, sull’intesa dalla quale nascerà la prima task force europea contro il cyber-crime al di fuori degli Stati Uniti. E la centrale operativa del nuovo polo della sicurezza informaticasarà proprio il gruppo postale italiano.

Il fenomeno dei furti di identità digitali, dati, informazioni e denaro sul web è ormai di tale portata da aver attirato, secondo gli esperti del settore, anche la criminalità organizzata. Su internet si “spacciano” dosi di informazioni come nel mondo fisico di vende la droga. Il business dietro è incontrollabile. E in questi ultimi anni le Poste Italiane, grazie a un manager come Sarmi che viene dalle telecomunicazioni, si sono ritagliate un ruolo di primo piano a livello mondiale sul cyber-crime, entrato nell’agenda di tutti i principali leader. “Il progetto – racconta Sarmi – è nato in seguito a un mio viaggio a Washington in febbraio. Dopo aver visto cosa faceva la Us Secret Servie che si occupa dei reati finanziari su tutto il territorio degli Stati Uniti li ho inviati a Roma per mostrargli il grado di eccellenza che abbiamo raggiunto grazie alle nostra peculiarità. Seguiamo 25 milioni di transazioni al giorno in tempo reale. Siamo gli unici al mondo che lo fanno potendo seguire sia i flussi logistici, sia il passaggio di informazioni riservate (come i documenti anagrafici), sia le transazioni finanziarie. Nemmeno le banche possono contare su un flusso così importante perchè le informazioni sulle nostre carte di credito sono residenti nelle nostre memorie mentre quelle delle carte bancarie risiedono nelle società come Visa e MasterCard”.

Già un mese fa la Us Secret Service aveva mosso il primo passo ammettendo le Poste, unico caso al di fuori degli Stati Uniti, a far parte della New York Electronic Task Force che ha competenza anche sul principale mercato azionario al mondo, Wall Street, visto che le grida degli agenti di cambio sono un lontano ricordo e che tutto avviene ormai sulle autostrade elettroniche. “Consideriamo la firma oggi un primo passo – spiega Sarmi – perchè quello a cui puntiamo è diventare un polo aggregante mondiale per questo tema che ci permette di condividere le informazioni non solo con soggetti politici ma anche accademici. Siamo già in contatto con la Mallow University, con un centro in Malaysia che si occupa dei crimini informatici, con il Canada”.

Corriere della Sera 30 giugno 2009

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Andrew McAfee, professore associato alla Harvard Business School, è la persona che nel 2006 ha coniato il termine “Enterprise 2.0″ per descrivere l’utilizzo di strumenti web 2.0 all’interno dell’azienda e approcciati dal punto di vista del business.
In questo breve video abbiamo un riassunto del suo più che autorevole punto di vista sull’argomento.

Segnalo inoltre l’interessantissimo blog di Andrew McAfee uno dei blog nella top 10.000 di Technorati.

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Novembre è stato per me il mese della portabilità, infatti ho cambiato 2 volte gestore per la telefonia mobile in pochissimi giorni. Questo mi ha permesso di testare come utente tre diversi portali e call center di assistenza tecnica.

In questo articolo mi focalizzerò esclusivamente su quel che riguarda l’assistenza tecnica, dedicandomi nello specifico ai percorsi che ho fatto per cercare le configurazioni del mio telefono per i vari operatori.

Non voglio parlare di tariffe perché, vista la grande quantità di offerte presenti sul mercato ed i diversi modi che ognuno di noi ha di utilizzare il telefonino, i ragionamenti che mi hanno portato a scegliere una tariffa piuttosto che un altra sono validi solo per la mia persona.

La doverosa premessa che voglio fare è che per le mie esigenze di traffico telefonico e dati sarei volentieri rimasto con il gestore che ho avuto negli ultimi 10 anni, ovvero Vodafone. Purtroppo però in casa mia da circa 2 mesi Vodafone non ha più segnale e nonostante le numerose segnalazioni e le altrettante rassicurazioni che il problema si sarebbe risolto in tempi brevi mi sono visto costretto a migrare verso un nuovo gestore.

La necessità di abbandonare la rete Vodafone mi ha costretto purtroppo a scartare in partenza l’idea di passare a PosteMobile proprio perché si appoggia alla rete Vodafone… Un vero peccato perchè PosteMobile ora come ora ha le migliori tariffe in circolazione.

Il primo gestore che ho individuato è stato TIM, che in casa mia prende molto bene, purtroppo un comportamento poco trasparente del centralinista che ha seguito la mia richiesta di portabilità ha fatto in modo che non mi venisse assegnata la tariffa più conveniente (al momento si chiamava Tim Sogno). A fronte di un ottimo segnale nella mia abitazione mi sono quindi trovato con una tariffa che mi faceva spendere in 5 giorni lo stesso credito che con Vodafone mi durava 15 giorni.

Sono quindi passato a 3, vincolandomi ad un contratto della durata di 2 anni che mi offre una quantità per me ottimale di traffico telefonico e dati e mi ha dato in omaggio un samrtphone Nokia E71.

Veniamo quindi ad una veloce analisi dei servizi di assistenza clienti.

Il terzo classificato come qualità del servizio è 3, sia il  portale www.tre.it che il call center 133 esprimono un livello qualitativo decisamente insufficiente:

Navigando il portale di tre sono stato più volte confuso nella navigazione da banner pubblicitari inseriti in contesti di assistenza tecnica.
Faccio un esempio: mentre cercavo le istruzioni di configurazione per poter utilizzare il telefono come modem,  nel canale chiamato “configurazioni” ho cliccato su un riquadro con su scritto “Vuoi navigare utilizzando il tuo videofonino come modem? accedi subito ad internet mobile”  sperando di trovare le configurazioni, invece sono finito nella homepage del canale “Internet mobile” dove viene presentato il servizio, ci sono i link alle tariffe ed è possibile un software per la connessione tramite modem (non tramite telefono come cercavo io). Sono quindi tornato in “configurazioni” ho selezionato il mio telefono e mi sono ritrovato in una pagina che riporta il link “Download configurazioni” che però non funziona, l’unica cosa che si può scaricare è il manuale, identico a quello presente nella confezione del telefono.

A questi problemi legati ai contenuti vorrei aggiungere la sensazione sgradevole che ho provato rispetto al design, ingabbiato in 1024 pixel e  troppo vario e ricco di colori, con la presenza di molti testi scritti su sfondi troppo simili al colore del font, ovvero con poco contrasto e di conseguenza poca leggibilità.

Il rapporto con il call center non è stato migliore, ho provato a navigarlo un pò tutto, ma ho trovato solo una grande quantità di informazioni commerciali, delle faq (le stesse del sito web) e non sono riuscito a parlare con un operatore (anzi se tra i lettori del blog c’è qualcuno che sa dirmi qual’è la combinazione numerica da fare ve ne sarei grato).

Unica nota positiva è la presenza sul portale www.tre.it di una questionario di raccolta feedback sulla qualità del portale per l’assistenza tecnica… questo mi fa supporre che in 3 siano già al corrente che la situazione del portale non è buona. Mi ripropongo di compilarlo nei prossimi giorni.

Al secondo posto troviamo Vodafone. Il portale www.vodafone.it ha una sezione dedicata all’assistenza tecnica supporto e download decisamente più fornita ed organizzata, la navigazione è intuitiva e semplice anche se le informazioni non sono sempre completissime.

Il call center di Vodafone non è molto diverso da quello di Tre, molti messaggi commerciali e molte attese ma alla fine almeno si riesce a parlare con qualcuno… peccato non siano stati in grado di aumentare il segnale nella mia abitazione.

Il primo classificato è TIM.  Il portale ha un design flessibile che con eleganza si spalma su tutto lo schermo,  il layout realizzato con il solo utilizzo dei colori corporate di TIM Blu e Rosso insieme ai toni di grigio è molto sobrio e ben leggibile. La sezione trova e risolvi presenta tutte le informazioni necessarie con estrema chiarezza, la configurazione del telefonino può addirittura essere semplicemente ricevuta via SMS.

Il call center poi è favoloso, chiamando il 119 si viene indirizzati direttamente ad un operatore in grado di dare supporto sia tecnico che commerciale.

Peccato quindi che TIM non abbia delle tariffe vantaggiose per me.

Appurato che sono vincolato per i prossimi 2 anni ad un operatore che non offre una grande assistenza tecnica mi sono consolato nel vedere una grande quantità di siti e forum che offrono all’utente tutte le informazioni necessarie. Tra questi voglio segnalare Ipmart ed Hardwareupgrade.

Nei prossimi giorni mi cimenterò nell’utilizzo del mio nuovo smartphone, se farò scoperte interessanti le pubblicherò sul blog.

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Albertone che fa il Marchese del Grillo

Sono di Roma e, come la maggior parte dei romani, sono cresciuto guardando e rigaurdando fin quasi ad imparare a memoria film come Febbre da Cavallo ed Il Marchese del Grillo…

Leggendo la posta elettronica stamattina mi è venuta in mente la scenda del film il Marchese del Grillo, nella quale Ricciotto comunica a tutta la servitù che il marchese si è svegliato gridando dal balcone:  S’è svejato!

Dico questo perchè finalmente alle 17.40 di ieri, a 15 giorni dalla mia prima richiesta, e 2 giorni dopo la data di scadenza del dominio stesso, mi è stato spedito l’authorization code di uno dei domini che volevo trasferire…beh che dire…complimenti per la celerità della tanto decantata ottima assistenza tenica… Il Marchese s’è svejiato..

Siamo quindi a 2 authorization code su 4.. quanto dovrò aspettare per averli tutti?

Probabilmente Il Marchese del Grillo risponderebbe “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo!” oppure che “Quanno se scherza, bisogna èsse’ seri!” e che quindi “Te ne devi anna’!!!“.

Vedremo.. come va a finire..

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Cosa accadrebbe se domani vi rubassero il computer portatile? E se mentre siete lontani dal PC qualcuno collega una chiave USB e si fa una copia dei vostri documenti?

Tutti i dati sensibili e riservati che avevate sul pc finiranno nelle mani di persone malintenzionate che potrebbero utilizzarli per fare dal male a voi ed i vostri amici.

Indirizzi, coordinate bancarie, password…

Unica soluzione per ridurre il danno è quello ci criptare i file, ovvero renderli accessibili solo tramite password.

Una pratica che dovrebbe divenire abituale per chi vuole una maggiore tutela per i dati riservati che tiene sul proprio computer.

Farlo è molto più facile di quanto si possa credere…

In questo video trovate tutte le istruzioni :

e qui potete scaricare il programma: AxCrypt

…e mi raccomando di utilizzare password sicure:
evitate parole scontate o riconducibili alla vostra persona (“password” o “aragorn” ed “hobbit” se siete amanti di Tolkien)
inserite caratteri maiuscoli
usate combinazioni di lettere e numeri
utilizzate caratteri speciali come asterisco, underscore, parentesi, punti..
fatela di almeno 8 caratteri

Questo eviterà che qualcuno possa azzeccare al volo la password e darà una ulteriore sicurezza contro attacchi bruteforce al file criptato.

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Il dollaro è debole, con 63 centesimi di euro ne puoi comprare uno.

Questo è il momento giusto per comprare su Ebay in America.

Qualche dritta?
Se si cerca un prodotto elettronico secondo me la parola magica è ” REFURBISHED” ovvero rigenerato, si tratta dei prodotti che restituiti in garanzia sono stati sostituiti, quindi aggiustati e rimessi sotto garanzia di nuovo in vendita a prezzi vantaggiosissimi.
Per i cellulari a questa parolina magica va aggiunto il termine “UNLOCKED”, ovvero sbloccato: in America i cellulari sono quasi sempre venduti impostati per funzionare con un solo operatore, il fatto che sia sbloccato garantisce che funzioni anche con la nostra vecchia sim.

Blakberry Ieri ho comprato un blackberry di un anno e mezzo fa a 50 euro compresa la spedizione e assicurazione sulla spedizione. Essendo un prodotto pagato così poco forse neanche dovrò pagare la dogana.. speriamo bene!
Che affarone! adesso speriamo arrivi presto.

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Vi presento alcune interessanti slide realizzate da Thomas Vander Wal, il geniale creatore del neologismo Folksonomy.

Il termine folksonomy viene dalla crasi delle parole folks (gente) e taxonomy (tassonomia, termine proveniente dal greco che vuol dire categorizzazione).

In queste slide Thomas Vander Wal illustra il concetto di tagging come strumento per la realizzazione di una folksonomia, le differenze che intercorrono tra una folksonomia ed una tassonomia tradizionale e come l’unione delle due possa essere vincente.

La folksonomia può essere associata con successo alla tassonomia tradizionale sia in ambito internet che intranet.

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Dopo aver colpito i produttori di sveglie e macchinette fotografiche, l’industria produttrice di telefoni cellulari ha un nuovo obiettivo: la produzione di  telefonini – navigatori satellitari.

I produttori di telefonini vedono la navigazione satellitare come uno dei prossimi servizi a valore aggiunto, ed anche se è presto per fare delle stime precise, gli analisti dicono che il mercato dei telefoni – navigatori già quest’anno potrebbe produrre centinaia di miloni di dollari. 

(continua…)

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