Archivio per la Categoria “Il mio lavoro”

honeycomb

"The User Experience Honeycomb" definito da Peter Morville per illustrare i vari aspetti dell'user experience ed aiutare i propri clienti a capire importanza e necessità dell'usabilità.

Vi segnalo una serie di articoli interessanti pubblicati sulla versione neozelandese di ComputerWorld relativi all’ “user centered design” (UCD) ovvero al design ed all’architettura delle informazioni costruite a misura di utente.

UCD focuses on user needs and goals. It will be one of the essential characteristics of future net success. Many studies have shown for every dollar spent on UCD, businesses have gained $10 in increased revenue.

Usable sites have a number of key characteristics, including:

• Their navigation is intuitive — it can be understood at a glance.

• Their content is written specifically for online delivery, not simply re-used from hard copy marketing collateral.

• Your customers don’t have to learn how to use the site – they can immediately see how to do everything they need to.

• Usable site content is often internationalised, so it can be easily read by those for whom English is not a first language.

• Accessibility guidelines are followed so that all customers can use the site, even those with poor eyesight or limited dexterity.

• Online help is visible on the screen where it is needed, if users do become confused.

Gli articoli sono raggiungibili tutti da questo indirizzi:

1 – Introducing user-centred web design

2 – What it is and how to get some

3 – User experience in action

4 – Case studies in user testing

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Guiwiki di Poste Italiane

Uno dei widget del Guiwiki di Poste Italiane

Stamattina ho sorriso leggendo l’articolo di Peter Gremett chiamato Using Wikis to Document UI Specifications nel quale l’autore elenca i benefici che ne verrebbero ad una grande azienda se utilizzasse un sistema di wiki per documentare gli standard relativi alle interfacce utente (o user interface che dir si voglia).

Ho sorriso perché è una cosa che con il mio gruppo di lavoro abbiamo fatto lo scorso anno in Poste Italiane pubblicando un wiki chiamato “Guiwiki” nel quale sono riportati gli standard grafici (codici colore, tipo e dimensione dei font, formattazione tabelle….) da seguire nel momento in cui si vuole sviluppare un applicazione per la intranet aziendale.

Il Guiwiki riporta tutti gli standard definiti e mette a disposizione gli strumenti di collaboration tipici dei wiki per mettere a confronto sviluppatori e gruppo di lavoro della Comunicazione Interna che si occupa di definire gli standard delle interfacce grafiche.

Ogni volta che vi è un dubbio o ci si accorge che non è stato definito uno standard grafico per una determinata funzionalità, grazie agli strumenti di collaboration, ci si confronta ed alla fine si definisce lo  standard aggiornando contestualmente il manuale.

In una grande azienda come Poste Italiane, che sviluppa moltissime  applicazioni per uso interno ogni anno, rivolgendosi spesso a società esterne e sviluppatori non a conoscenza dei nostri standard,  l’adozione di questo strumento ha portato molti benefici come la sensibile riduzione degli interventi di correzione di interfacce grafiche realizzate fuori standard e la conseguente riduzione di tempi e costo di sviluppo.

L’articolo di Peter Gremett riporta quelli che sono i principali benefinci provenienti dall’utilizzo di un wiki per documentare gli standard delle interfacce grafiche.

Collaboration

Collaboration is the single best advantage of a wiki spec over a traditional one. The supposition of a wiki is that there are many authors and contributors to the document, and therefore, you have the right environment for collaboration. This is a huge advantage for product specifications. As the interaction designer you don’t have to sit in a cube by yourself and define everything on your own. It’s fine not knowing all the answers and you can rely on your team to help fill in the blanks.
Team members can add clarifications, details, or make edits to content. Oftentimes, the details and clarifications build upon one another to complete the document. For example, if the designer has specified the layout and behavior for a button, the tech writer can add in the rollover text without disturbing the designer or the flow of the project process. To follow the example further, the tech writer can then add the help content to the wiki, allowing the engineer to upload the information onto a server and post the URL. The transparency and collaboration are quite amazing. Team members are able to get the information they need to perform their jobs and help the project along.

Speed

Speed is a major benefit of wiki specs. This is also why it’s a good match for agile projects. Speed comes in two forms: writing and consumption. It’s easy to add content because of the WYSWIG interface. As you begin writing content, it can be instantly viewed by team members. I have found that the sooner you post sketches and thoughts the better. It gets the whole team collaborating and they can offer feedback immediately.

Flexibility

A wiki spec is extremely flexible. This characteristic allows you to morph its structure and organization as the project evolves, reflecting the nature of agile processes. The team is able to keep up with the changes that occur in an agile project because all edits can be instantly viewed. Additionally, if anyone wants to be informed of the most recent wiki changes, an email notification system can be set up by any team member.

Reversible

In the event that a change was accidental or a major disagreement arises, the wiki spec can be reverted to its previous version. This does not happen very often, but when it does, it’s a real life saver.

Mi sento allineato con le sue considerazioni ma vorrei aggiungere anche il fattore Engagement perchè avere a che fare con uno strumento che funziona e che fa finalmente collaborare le persone riducendo il lavoro di chi (il mio gruppo di lavoro) deve valutare se un applicazione è in linea o meno con gli standard grafici e di chi sviluppa l’applicazione mette buonumore, voglia di lavorare e fare bene.

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„In an economy where the only certainty is uncertainty, the one sure source of lasting competitive advantage is knowledge. “

Con questa frase di Ikujiro Nonaka si apre la pagina della versione inglese di Besser 2.0 (termine tedesco analogo di better, ovvero miglior 2.0) progetto che viene così presentato:

We work for T-Systems Multimedia Solutions – Germanies leading multimedia provider. We are excited about the social web and all its effects on people, networks, businesses and markets. Besser20 (english: better20) is an independent platform to share and discuss our thoughts and insights.

Su questa pagina ho trovato 3 perle: 3 presentazioni (rese disponibili tramite slideshare) sull’argomento Enterprise 2.0 e Knowledge Management. Assolutamente imperdibili, estremamente chiare ed esaustive nel descrivere il fenomeno e la corretta filosofia di approccio.

Ne consiglio a tutti la lettura e la diffusione nell’ambito HR.

Part 1: The Wikipedia-Myth

Part 2: People at the Center

Part 3: Getting Started

Il post originale lo trovate a questo indirizzo: http://www.besser20.de/english/

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Sto lavorando per portare la Enterprise 2.0 nella mia azienda.
Un lavoro lungo che impatta tecnologie, organizzazione e cultura.

Oggi mi sono imbattuto in un interessante articolo di Andrew McAfee (che per chi non lo conoscesse è il prof della Harvard Business School che ha cocepito il termine Enterprise 2.0) nel quale si analizzano le differenze tra ‘Enterprise 2.0 ed Enterprise 1.0

Vi “quoto” un paio di righe per rendere l’idea.

Patterns Where 2.0 Should Replace 1.0

2.0 1.0
Technology appears to have been designed for the user Technology appears to have been designed for someone other than the user — the developer, the boss, a lawyer, etc.
Only small amounts of time and training are required to become familiar with a technology It takes significant time and training in order to become minimally competent with a technology

e ancora:

Patterns Where 2.0 is an Alternative to 1.0

2.0 1.0
Technology is used to execute spontaneous collaborative work Technology is used to execute planned / predefined business processes
Technology is used to share work and conclusions with others Technology is used to generate or analyze information individually

L’articolo si chiama Toward a Pattern Language for Enterprise 2.0

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Vi presento alcune interessanti slide realizzate da Thomas Vander Wal, il geniale creatore del neologismo Folksonomy.

Il termine folksonomy viene dalla crasi delle parole folks (gente) e taxonomy (tassonomia, termine proveniente dal greco che vuol dire categorizzazione).

In queste slide Thomas Vander Wal illustra il concetto di tagging come strumento per la realizzazione di una folksonomia, le differenze che intercorrono tra una folksonomia ed una tassonomia tradizionale e come l’unione delle due possa essere vincente.

La folksonomia può essere associata con successo alla tassonomia tradizionale sia in ambito internet che intranet.

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MarketingSherpa ha pubblicato un interessante documento dove elenca quelli che sono i più comuni errori di chi scrive newsletter.

Si tratta di 12 errori molto comuni che abbracciano più o meno tutti quelli che sono gli aspetti da tenere a mente quando si scrive una newsletter.

Al primo posto compare uno dei vecchi tormentoni non a caso chiamato “La clamorosa assenza del permesso”, ovvero la pessima abitudine che hanno troppe aziende di iscrivere indirizzi alle proprie newsletter senza avere un preventivo assenso da parte dell’iscritto.

Il titolo del report è significativo “Dirty Dozen”,  “La sporca dozzina” una guida di 40 pagine da leggere con attenzione e tenere a portata di mano.

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L'Amministratore Delegato di Poste Italiane Massimo SarmiUtile netto + 94 %. Risultato operativo +46 %

L’Amministratore Delegato, Massimo Sarmi, ha annunciato anche l’imminente ingresso dell’Azienda nel settore della telefonia mobile

Il Gruppo Poste Italiane chiude il 2006 con un altro esercizio record. I risultati di bilancio, presentati oggi in conferenza stampa dall’Amministratore Delegato, Massimo Sarmi, fanno registrare un Utile Netto quasi raddoppiato che sale a 675,6 milioni, in crescita del 93,6% (348,9 milioni nel 2005) e un altrettanto forte miglioramento della gestione operativa, con un Risultato Operativo che si attesta a 1,48 miliardi di euro (1 miliardo nel 2005), in crescita del 46%. I Ricavi totali salgono a 17,1 miliardi di euro, grazie anche alla buona performance in tutti i segmenti di business: Servizi Finanziari (+ 9,5%), Servizi Postali (+ 2,5%) e Servizi Assicurativi (+0,3%).

Sarmi ha poi annunciato che Poste Italiane sarà il primo gruppo postale al mondo ad entrare nella telefonia come operatore mobile virtuale. L’ingresso nel settore delle telecomunicazioni è stato pensato per offrire a clienti, imprese e pubblica amministrazione servizi innovativi che si integreranno con quelli tradizionali.

tratto da www.poste.it pagina:
http://salastampa.poste.it/focus.php?id=42

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lo scoso 14 marzo ho partecipato ad un interessantissimo incontro sulle business tv.

All’incontro, organizzato da http://www.teledipendente.tv/  hanno aderito 16 aziende che hanno presentato  le proprie esperienze e e trasmesso una sintesi delle loro trasmissioni: Banca Intesa, Banca Generali, Banca Popolare Italiana, BNL, Costa Crociere, Gewiss, Enel, Epson, 3 Italia, Mediolanum, Pirelli RE, Professione Casa, RAS, Tim, Vodafone, Wind.

La giornata è stata scandita dagli interventi di giornalisti ed esperti: Andreina Mandelli (Università di Lugano ? SDA Bocconi), Walter Passerini (Job24/Sole24Ore) ed Emilio Pucci (Direttore e-Media Institute). L?apertura della sessione pomeridiana è stata affidata a Severino Salvemini (Università Bocconi), le conclusioni sono state di Paola Dubini (Università Bocconi).

Un importante momento di confronto dove ho trovato molti spunti per il mio lavoro alla business tv di Poste Italiane.

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Si è tenuto lo scorso 27 ottobre presso la Sede ABI di Milano il workshop Le Intranet bancarie, una giornata dedicata alla presentazione dei risultati dell?’Osservatorio Intranet Banche di ABI Lab e School of Management del Politecnico di Milano

(continua…)

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Riporto un interessante articolo scritto dal mitico Gerry Mc Govern pubblicato su Webpronews dal titolo “Intranets Must Be Task-Centric“.

Il buon Gerry sintetizza il motivo per cui le intranet costruite su di un modello organizzativo (ovvero con i contenuti organizzati come le strutture organizzative dell’azienda) falliscono sempre ed illustra quindi perchè quelle costruite sui Task sono le più efficaci.

segue l’articolo in lingua orginale.

(continua…)

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