Ho letto un interessante articolo di Antonio Lupetti (fondatore del sito ) dal titolo The Death of Tag Clouds pubblicato sul Woorkup.com nel quale si evidenzia la sostanziale inutilità dei Tag Cloud.
L’articolo, nel sostenere la tesi che i tag cloud di fatto non sono usabili, evidenzia quelli che sono i principali problemi dei tag cloud:
- che i tag utilizzati troppo frequentemente nel sito spesso sono tag molto generici e di non grandissimo valore aggiungo. Nonostante siano di scarsa importanza sono comunque molto grandi perchè si ripetono spesso.
- che il navigatore spesso non leggendo tutti i tag della nuvola si concentri solo su quelli più grossi evitando quelli più piccoli
La conclusione è stata quindi :
“My conclusion is tag clouds are not really useful and necessary elements for providing a easier browsing experience to your users.”
Un affermazione certamente condivisibile, le tag cloud certamente non sono strumenti utili ai fini della browsing experience (un buon menù è certamente più comodo e funzionale), ritengo però necessario integare tale affermazione facendo presente che sono uno strumento utilissimo per capire gli argomenti trattati da un sito e che rimangono un ottimo punto di riferimento per gli utenti che per la prima volta accedono ad un sito web.
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Nel ringraziare la comunità open source italiana vi segnalo che
E’ on-line il nuovo sito della Lavanderia industriale Alma Lav di Roma , raggiungibile dall’indirizzo http://www.almalav.it il sito è stato realizzato grazie al CMS open source Wordpress, adattando l’ottimo tema grafico Atahualpa
Sono la grande disponibilità ed attenzione ai bisogni del cliente che hanno fatto di Almalav una delle più grandi lavanderie industriali di Roma e provincia.
Nata nel 1979 come piccola azienda a conduzione familiare, oggi la lavanderia industriale Alma Lav è una realtà in grado di soddisfare un nutrito numero clienti grandi e piccoli in ogni zona di Roma raggiungendoli tutti sempre con la massima puntualità..
Qualità del servizio vuol dire anche garantire sempre la massima igiene e trattare ogni capo nella maniera più adeguata. Almalav gestisce tre reparti distinti che seguono diversi e separati processi produttivi senza venir mai in contatto tra loro:
- Reparto alberghiero: i clienti vengono dotati di una scorta di biancheria pulita sufficiente almeno per tre cambi di modo di garantire una adeguata copertura in caso di imprevisti. Alma Lav garantisce la qualità della lavorazione per mezzo di un controllo capillare che inizia dalla fuoriuscita della biancheria lavata e continua attraverso le varie fasi di asciugatura , stiro e confezionamento Alama Lav effettua tramite personale specializzato, sopralluoghi e preventivi gratuiti.
- Reparto ristorazione:Alma Lav mette a disposizione dei propri clienti di un ampia scelta di collezioni di tovagliato. Una volta che il cliente ne ha scelto uno Alma Lav ne acquista i quantitativi necessari e li fornisce in esclusiva al ristorante. La lavorazione della biancheria di ristorazione segue una linea di produzione autonoma e dedicata, dove viene lavorata differenziando per tipologia, cliente e tipo di sporco. Alma Lav garantisce la qualità della lavorazione per mezzo di un controllo capillare che inizia dalla fuoriuscita della biancheria lavata e continua attraverso le varie fasi di asciugatura stiro e confezionamento.
- Reparto parrucchieri e centri estetici: Data la particolarità del materiale trattato, il reparto dedicato ai servizi di lavanderia per parrucchieri e centri estetici è fisicamente separato dalle altre lavorazioni. Alma Lav dispone di un magazzino specificatamente dedicato agli asciugamani e teli per parrucchieri in colore bianco / nero di spugna e Kimono in tessuto. Alma Lav inoltre è in grado di fornire ai clienti tutta la gamma di materiale usa e getta di utilizzo quotidiano per tale attività: Mantelline per il taglio, Kimono, rotoli per lettini fisioterapia ecc ecc
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 "The User Experience Honeycomb" definito da Peter Morville per illustrare i vari aspetti dell'user experience ed aiutare i propri clienti a capire importanza e necessità dell'usabilità.
Vi segnalo una serie di articoli interessanti pubblicati sulla versione neozelandese di ComputerWorld relativi all’ “user centered design” (UCD) ovvero al design ed all’architettura delle informazioni costruite a misura di utente.
UCD focuses on user needs and goals. It will be one of the essential characteristics of future net success. Many studies have shown for every dollar spent on UCD, businesses have gained $10 in increased revenue.
Usable sites have a number of key characteristics, including:
• Their navigation is intuitive — it can be understood at a glance.
• Their content is written specifically for online delivery, not simply re-used from hard copy marketing collateral.
• Your customers don’t have to learn how to use the site – they can immediately see how to do everything they need to.
• Usable site content is often internationalised, so it can be easily read by those for whom English is not a first language.
• Accessibility guidelines are followed so that all customers can use the site, even those with poor eyesight or limited dexterity.
• Online help is visible on the screen where it is needed, if users do become confused.
Gli articoli sono raggiungibili tutti da questo indirizzi:
1 – Introducing user-centred web design
2 – What it is and how to get some
3 – User experience in action
4 – Case studies in user testing
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Aprire uno o più wiki in azienda è spesso la soluzione ideale per creare condivisione della conoscenza o per gestire determinati processi.
Una software selection su dei sistemi di wiki non è mai semplice, esistono molte piattaforme in continua evoluzione ed ogniuna con caratteristiche e punti di forza diversi.
Per orientarsi consiglio di fare riferimento al sito Wikimatrix.
 Il logo di Wikimatrix
Wikimatrix è un sito che nasce per creare una comparativa di tutti i software wiki attualmente in circolazione e mettere a disposizione degli utenti informazioni e strumenti utili per capire quale è il wiki più adatto alle proprie esigenze.
Ha un ottimo Wiki Choice Wizard che in base alle risposte che si sono date in questionario segnala i wiki compatibili, offre una vasta comparativa, un forum di supporto e da la possibilità alle aziende produttrici di software wiki di inserire i propri prodotti con le relative informazioni a corredo:
Riporto un breve estratto della homepage di Wikimatrix:
| Choose: |
Compare: |
Get Help: |
Enhance: |
| Find the Wikis that match your personal needs: Just answer a few questions in the Wiki Choice Wizard or create a customized Search. |
Compare the Wikis of your choice in a comfortable side-by-side table. Just select them on the left and click the button. |
Use the forum to talk to other Wiki users, ask questions and discuss everything Wiki. Or find professional support in the Consultant Marketplace. |
Add your own Engine to the Matrix or share your knowledge about Wikis in WikiMatrix’s Documentation Wiki. |
Wikimatrix inoltre presenta un calendario degli eventi relativi ai wiki ed un elenco di aziende di consulenza particolarmente preparate sui sistemi di wiki.
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 Il Centro Marilab di Via Caffaro a Roma
Che la sanità non vada benissimo nel Lazio non è una novità e non è neanche una novità che nel periodo di settembre e ottobre prenotare una visita sportiva agonistica sia molto complicato perché iniziano i campionati.
Per questo, nel momento in cui la società mi ha stato chiesto di portare un certificato del medico sportivo per praticare rugby al livello agonistico, ho deciso di bypassare il servizio sanitario nazionale con tutte le sue file ed i disservizi e rivolgermi direttamente a privati.
Ho quindi prenotato la mia visita sportiva presso il Centro Marilab di Roma Via Caffaro nella certezza che pagando avrei avuto un servizio veloce e di qualità-
Mi sono invece trovato di fronte ad una fila di oltre mezz’ora per consegnare un campione di urine ed un’ora di attesa prima di fare la mia visita medica, il tutto in un ambiente decisamente poco confortevole e privo di copertura di rete per il cellulare.
Quello che più mi ha impressionato negativamente è stata la mancanza di cura per le infrastrutture e attenzione al cliente: c’erano i numeretti ma mancava il display (le segretarie chiamavano a voce), nessuna pubblicazione da leggere nelle sale d’aspetto, pareti coperte di cellofan e lavori in corso ma senza operai, lampadine fulminate nei corridoi….sembrava di stare in un ospedale pubblico.
Una cosa che non mi era mai capitata le altre volte in cui mi sono rivolto a laboratori di analisi e visite specialistiche private.
Il dottore (che devo dire, almeno lui, mi ha fatto un’ottima impressione) si è scusato per il ritardo dicendomi che la colpa era di una nuova segretaria che, senza seguire le sue disposizioni, gli aveva fissato gli appuntamenti a distanza di 10 minuti l’uno dall’altro.
Evidentemente la Marilab, struttura che solitamente ha degli standard elevati, ha deciso che non valeva la pena spendere per rendere presentabile nell’aspetto e nella qualità del servizio il centro di Via Caffaro alla Garbatella. Che abbiano voluto far corrispondere ad un quartiere popolare un servizio con bassi standard ?
Avrei dovuto sospettarlo nel momento in cui sul loro sito web ho visto che l’ultimo aggiornamento risale al gennaio 2006!
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Chris Coyier sul sito Digging Into Wordpress ha scritto un interessante articolo su come creare degli Shortcode per la gestione dei permalink all’interno dei post di wordpress.
La funzione proposta da Chris permette di inserire dei link in questo formato:
<a href="[permalink id=49]">Contact</a>
o direttamente in questo:
[permalink id=49 text='Contact']
per generare degli output così:
<a href="/contact/">Contact</a>
(nel caso specifico l’id della pagina 49 corrisponderebbe ad una pagina con permalink di nome “contact” )
Qquesta funzione risulterebbe particolarmente comoda nel momento in cui si dovesse effettuare effettuare una migrazione del sito web o si decidesse di cambiare il nome di un permalink.
Poiché sono molto attento all’usabilità e ci tengo al fatto che il mio sito possa, nel suo piccolo, influenzare i motori di ricerca, ho deciso di apportare delle modifiche al codice proposto da Chris per inserire anche l’attributo
“title” nel link.
Partendo quindi da uno short code che comprenda l’attributo title:
[permalink id=49 text='Contact' title="Contattami"]
e produca questo ouput:
<a href="/contact/" title="contattami">Contact</a>
Vediamo come ho agito:
Questo è il codice proposto da Chris:
function permalink_thingy($atts) {
extract(shortcode_atts(array(
'id' => 1,
'text' => "" // default value if none supplied
), $atts));
if ($text) {
$url = get_permalink($id);
return "<a href='$url'>$text</a>";
} else {
return get_permalink($id);
}
}
add_shortcode('permalink', 'permalink_thingy');
e così è come lo ho trasformato io:
function permalink_raffaele($atts) {
extract(shortcode_atts(array(
'id' => 1,
'text' => "",
'title' => "",
), $atts));
//se c'è il testo ma non il title
if (($text)&& (!$title)) {
$url = get_permalink($id);
return "$text";
}
//se c'è il title ma non il testo
if ((!$text) && ($title)) {
$url = get_permalink($id);
return "$text";
}
//se ci sono sia testo che title
if (($text) && ($title)) {
$url = get_permalink($id);
return "$text";
}
//se mancano entrambi ovvero se si è usata questa sintassi: Using without providing text
if ((!$text) && (!$title)) {
return get_permalink($id);
}
}
add_shortcode('permalink', 'permalink_raffaele');
adesso inserendo uno short link come segue:
[permalink id=219 text='Corri Alessandro' title="Corri Alessandro!"]
ottengo il seguente risultato
Corri Alessandro
<a title="Corri Alessandro!" href="http://www.raffaelepersichetti.com/corri-alessandro/">Corri Alessandro</a>
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 www.alessandroroppo.it
Quest’estate ho avuto il piacere di fare il sito web ad Alessandro Roppo, un amico della squadra di Rugby che insegue uno splendido sogno: divenire un maratoneta estremo partecipando a competizioni che superano i 100 km in condizioni climatiche estreme.
A febbraio Alessandro parteciperà alla gara chiamata Susitna 100: una corsa di 100 miglia (160km) nei boschi dell’Alaska.
La specialità a cui parteciperò consisterà nel percorrere di corsa, in autonomia e trainando una slitta di almeno 25Kg (che deve mantenere lo stesso peso dall’inizio alla fine) contenente il necessario di sopravvivenza, un percorso di 160 Km a temperature estreme al di sotto dello zero, correndo giorno e notte attraverso foreste, laghi e fiumi ghiacciati, attraverso l’habitat di Alce, Lupo e Orso ed in cui si può assistere allo spettacolo naturale dell’Aurora Boreale.
Appena ho saputo della sfida di Alessandro, mi sono offerto di fargli un blog per presentare la sua impresa. Alessandro è animato da un grande amore per lo sport, la natura dove corre e le sfide più difficili: quelle contro se stessi ed i propri limiti, quelli che vanno superati e quelli che vanno accettati.
Parlando con Alessandro ho anche scoperto che a lui farebbe piacere poter portare la sua sfida sportiva come esempio per i giovani, parlando loro di quanto lo sport può aiutare a formare il carattere ed indirizzare nella vita.
Sostenere Alessandro facendo da webmaster del suo blog è quindi un impegno che ho preso con gioia e del quale non mi sono assolutamente pentito…anzi!
Qualche riferimento:
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 Addebitando le fatture Tre sulla propria carta American Express si guadagnano 1000 punti Millemiglia Alitalia o 100 punti Membership Rewards American Express
Sono finalmente riuscito a risolvere il problema, già trattato in un altro post, con l’assistenza clienti di Tre Italia che, alla scadenza della carta di credito, nonostante i ripetuti fax, non inseriva a sistema i dati della nuova carta.
Questa inadempienza di Tre Italia mi ha portato non poco disagio dal momento che vi erano continue interruzioni del servizio ogni volta che a Tre risultavano fatture non pagate.
Se si è clienti American Express per aggirare il problema e far ripartire gli addebiti regolari sulla carta di credito è sufficiente seguire la procedura illustrata sul sito dell’American Express ove è disponibile un apposito modulo da scaricare inviare via fax ad American Express.
La procedura ha funzionato e gli importi sono stati addebitati correttamente.
Una nota molto positiva di questa procedura è che American Express premia la fedeltà dei propri clienti che decidono di pagare con la carta le bollette Tre con ben 1000 punti Millemiglia o del Club Membership Rewards.
Quindi, anche se la cosa è andata avanti per quasi sei mesi, tutto è bene quel che finisce bene… per lo meno per me che sono cliente American Express…mentre per gli operatori di altre carte, da quello che vedo su internet, Tre crea un sacco di problemi.
Per concludere, visto che sono un accanito raccoglitore di punti Millemiglia Alitalia, vi offro la possibilità di diventare clienti American Express con delle tariffe molto agevolate sotto mia presentazione.
Come funziona?
- Mi mandate il vostro indirizzo email
- Segnalo il vostro indirizzo e-mail ad American Express che vi invia una e-mail di invito a divenire clienti
- diventate clienti seguendo le procedure indicate (vi mandano della documentazione a casa che va firmata e rispedita)
- pagate la vostra carta meno del suo costo effettivo e guadagnate molti punti millemiglia extra
Costi e benefici:
- Se fate la Carta Millemiglia normale pagate solo 30 euro il primo anno e ricevete 6000 miglia
- se fate la Carta Oro Millemiglia pagate 50 euro il primo anno e ricevete 10.000 miglia
A me farete guadagnare 3000 o 7000 miglia a seconda della carta di cui diverrete titolari.
Ricordatevi di specificare per quale carta volete l’invito!
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Dion Hinchcliffe ha pubblicato un interessante articolo chiamato 14 Reasons Why Enterprise 2.0 Projects Fail.
Purtroppo nulla di nuovo, come sempre emerge che il problema non è mai tecnologico ma sempre organizzativo e di governance del progetto. vale comunque la pena leggerlo, soprattutto se ci si appresta ad iniziare progetti di Enterprise 2.0.
Vi riporto i soli nomi dei 14 punti, per approfondire le singole voci fate riferimento all’articolo di Dion Hinchcliffe: 14 Reasons Why Enterprise 2.0 Projects Fail.
- It starts strong in a single department and then never makes it out.
- Selecting the tools first
- Selecting the wrong tools and sticking with them.
- There are no resources allocated to adoption and training
- It’s purely an IT initiative.
- The effort excludes IT.
- Engaging with HR, legal, branding, compliance, etc. too soon.
- Pushing Enterprise 2.0 as a generic toolbox instead of the solution to specific problems.
- Lack of effective executive champions.
- Lack of effective participants: Empty blogs, wikis, or silent social networks.
- No long term plan or budget for governance, community management, upgrades, or maintenance.
- Failure to draw in key influencers as adoption broadens.
- Building it all as a self-contained, top-down effort.
- Not waiting long enough to let critical mass build.
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 Logo della Nielsen Norman Group
Lo scorso 3 agosto é stato pubblicato il nuovo report del Nielsen Norman Group sulle intranet e si chiama Enterprise 2.0: Social Software on Intranets.
Lo studio si è svolto sugli entrerprise portal di 14 importanti società:
- AXA UK
- Agilent Technologies, Inc.
- American Electric Power (AEP)
- BT
- IBM
- Intel
- Johnson & Johnson Pharmaceutical Research & Development, L.L.C.
- Officenet Staples Argentina
- Portugal Telecom — Sistemas de Informação
- Philips Healthcare (a division of Koninklijke Philips Electronics N.V.)
- The Rubicon Project
- Sprint Nextel Corporation
- Sun Microsystems, Inc.
- Telecom New Zealand Limited
This report collects best practices for how to design social features for intranets, including:
- Blogs
- Microblogging (intranet equivalents of Twitter)
- News feeds (RSS)
- Wikis
- Social networks (intranet equivalents of Facebook)
- Tagging and social bookmarking
The report also covers:
- integration of these features with the overall intranet
- adapting Web 2.0 to a company’s culture
- community management
- governance issues
Costa la bellezza di 298 dollari…c’è qualcuno (spero più d’uno) che vuole dividersi la spesa?
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